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Abiti tradizionali

COME VALORE DI IDENTITA'

COME VALORE DI IDENTITA'


L’identità ed i caratteri distintivi della comunità, oggi risultano più circoscritti, come nel caso della lingua originaria arbereshe, superstite solo nei più anziani a forma di repertorio documentale, per effetto sia di un isolamento dagli altri territori lontani sia per un mutato assetto socio-economico a partire degli anni ’50.

 

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Segnali importanti di innovati interessi per un recupero e valorizzazione delle tradizioni sono tangibili nell’accostarsi ai rari ed autentici abiti tradizionali arbereshe femminili (lunga tunica bianca bordata con ornamenti rossi-gialli che si ripetono, grembiule colorato, giubbetto di lana con bottoni di argento, ampio fazzoletto di seta rosso) impreziositi da peculiari orecchini in corallo e corniola e pietre preziose,  ciondoli a forma di crocefisso a ti greca.

 


 9 settembre 2017
Presentazione dell’abito femminile tradizionale ARBERESH di Villa Badessa, a cura del prof. Freancesco Stoppa

L’Associazione culturale Villa Badessa insieme agli amici del CATA e LEM-Italia hano realizzato 4 proposte culturali importanti e significative sulla nostra comunità badessana: infatti, il 9 settembre, in occasione delle tradizionali festività religiose del paese in onore di S.M. Assunta, vi sono svolti 4 eventi qui di seguito riportati nelle locandine:

A. Il Centro di Antropologia Territoriale degli Abruzzi per il Turismo (CATA), l ’Associazione culturale Villa Badessa ed il Comune di Rosciano hanno organizzato presso lo spazio attiguo alla Mostra permanente storico-antropologica di Villa Badessa, fraz. di Rosciano (PE), la presentazione dell’Abito tradizionale arberesh di Villa Badessa, a cura del prof. Francesco Stoppa (CATA). Riprese audio/video a cura di Imago Project, per la realizzazione di un DVD che testimonierà l’intero percorso di ricerca e di lavoro qualificato dell’abito. Una mirabile presentazione dell’Autore ha incantato i presenti affascinati anche da personali interpretazioni sull’uso funzionale dell’abito, di oggetti dello stesso (croce, porta-oggetti, scarpe, altri) con riscostruzioni storiche e sociali …

Qui di seguito alcuni momenti della relazione…..

 

 

LOCANDINA STOPPA Villa B pdf

 


Sfilata degli abiti tradizionali arbereshe a Villa Badessa – Tra Oriente e Occidente 2017
Domenica 25 giugno 2017

Domenica 25 giugno 2017 si è tenuta la sfilata di abiti tradizionali arbereshe nel centro storico di Villa Badessa: dalle 19.00 infatti una coppia in abiti da donna e da uomo, indossati da Assunta Mili ed Ezio Mili, sorella e fratello di una delle famiglie MILI originarie provenienti  dall’Epiro nel 1743, hanno fatto bella mostra accompagnati da altri abiti tradizionali di paesi vicini….Qui di seguito una carrelata di foto dell’evento arricchito dalla promessa mantenuta della presenza del Governatore della Regione Abruzzo, il dott. Luciano D’Alfonso.

 

 

 


 

LISA – Nuova linea di ceramiche dipinte a mano al femminile a Villa Badessa

 

Cari Amici, vi presentiamo in via esclusiva alcune fasi del nuovo lavoro di ceramiche dipinte a mano ad opera della esperta artigiana “Marianna” di Villa B.

 

 

 

 

 

 

 


Abito tradizionale di Villa Badessa su RAI2 – Mezzogiorno in Famiglia

Carissimi, sabato 11 marzo, nel programma in onda su RAI2, Mezzogiorno in Famiglia, tra le ore 11.00 e le 13.00, vi è stata una breve intervista (3 minuti) al prof. Fancesco Stoppa che ha presentato fra l’altro l’abito tradizionale di Villa Badessa, della sua collezione privata ma visitabile a Palazzo Ducale di Torrevecchia Teatina.


 

8 settembre 2015: S.E.Mons. Donato Oliverio, Vescovo di Lungro in visita pastorale a Villa Badessa

Qui di seguito alcune sequenze fotografiche che ritraggono una coppia di giovani in abiti tradizionali arberesh di Villa Badessa nell’incontro pastorale con S.E. Mons. Donato Oliverio, Vescovo dell’Eparchia di Lungro (CS).

 


 

 

orecchini

 

Marina in abito

 

 

 

 

 

 

 

 


Costumi tradizionali di Villa Badessa indossati in occasione della realizzazione del Libro-Catalogo delle mostre di icone sacre, incisioni e costumi presso il Museo Nazionale Villa Frigerj di Chieti e presso il Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara, nel 2013.

 


 

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   TRADITIONAL COSTUMES

 

The identity and distinctive character of the community is to be found, as is the dialect “arbereshe”, only in the older senior citizens and documents. This is due to isolation from other towns and the changing social and economic conditions which began in the ‘50s.

An important sign of a reborn interest in tradition is the interest in authentic traditional dress, the “arbereshe” (a long tunic edged with a red and yellow decoration, a coloured apron, a woolen jacket with silver buttons and a large red silk headscarf), pendant ear-rings of coral and cornelian and precious stones, shaped as a cross or Greek T.

(above: Traditional arbereshe costume, Ear-ring in silver, coral and cornelian – XVII century. Costumes used during festivities in Villa Badessa.


Presepi da tutto il mondo in mostra a Pescara – Il Centro, 13/12/14

Circa 600 le Natività esposte nella sede di Musiké. Tra manufatti creati in un guscio di pistacchio e pezzi arrivati dal Perù e dall’Africa spicca l’Abruzzo del ’700,  di Rosa Anna Buonomo

PESCARA. Ci sono quelli realizzati in un minuscolo guscio di pistacchio o in un ditale. Quelli costruiti con materiali come il legno e l’acciaio o impiegando i bossoli di una mitragliatrice. O, ancora, utilizzando minerali o la buccia di una pannocchia. Sono soltanto alcuni degli oltre 600 presepi custoditi nella sede dell’associazione “Mousikè – Arte delle Muse”, in via Piomba 23, una traversa di via Tiburtina, a Pescara, provenienti da ben 88 Paesi di tutto il mondo.

Non a caso, il titolo della mostra dedicata alla rappresentazione della Natività, che quest’anno taglia il traguardo delle 14 edizioni, è, appunto “Un mondo di presepi”. L’esposizione è stata inaugurata lo scorso 8 dicembre e sarà visitabile gratuitamente per tutto il periodo natalizio, fino al 6 gennaio. E’ aperta tutti i giorni, la mattina dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 20. «Ogni presepe esposto ha una caratteristica diversa», spiega Luciano Cupido, presidente dell’associazione Mousikè e curatore della mostra. «Ci sono delle piccole novità, come i piccolissimi presepi realizzati in un ditale, in un guscio di pistacchio o in un quello di una lumaca. Ce n’è uno molto particolare, realizzato con i bossoli di mitragliatrice, proveniente dalla Liberia. Ma ci sono anche presepi fatti con aghi di pino, con minerali e con la buccia di una pannocchia». Tra i pezzi in esposizione che riscuotono un particolare interesse ogni anno, racconta Cupido, ci sono «i presepi peruviani e quelli di provenienza africana». Molto ricca la sezione dedicata ai presepi etnici. I visitatori, precisa, «restano molto colpiti dalle novità e sono attratti dai colori». Punto di forza dell’esposizione, sottolinea il curatore, è però «il grande presepe abruzzese realizzato con statuine alte trenta centimetri, vestite con i costumi tipici della regione».

 

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Costumi settecenteschi riprodotti fedelmente a mano, ripresi «dagli acquerelli che Ferdinando IV di Borbone fece realizzare per le ceramiche della Real Casa di Capodimonte». Non poteva mancare una rappresentazione di personaggi in abiti tradizionali di Villa Badessa (Foto di Federico Deidda).

Al grande presepe abruzzese è dedicata un’intera sezione della mostra. «E’ unico nel suo genere», precisa Cupido. «E’ lungo otto metri. Ed anche le case che lo addobbano rispettano lo stile settecentesco. In Abruzzo non ne esiste uno simile». Quella per il presepe, dice Luciano Cupido, è una passione che lo contagia fin da quando era bambino e che è cresciuta sempre di più con il trascorrere degli anni: «I miei genitori hanno sempre fatto il presepe e per me è rimasto un culto, una grande passione. In mostra c’è anche qualche presepe antico che custodisco da quando ero ragazzino».

Il viaggio nella storia e nelle tradizioni di 88 Paesi del mondo, attraverso gli oltre 600 presepi, si snoda in uno spazio di 326 metri quadrati. «I pezzi in mostra aumentano anno dopo anno. Siamo sempre in cerca di presepi provenienti da Paesi che non abbiamo ancora esposto. Non è semplice perché la cerchia si restringe e ci sono Paesi che non hanno questa tradizione».


 

Scanno 2014 – Donne di Terre d’Abruzzi

Nel 2014 nell’ambito dell’evento estivo “Donne di Terre d’Abruzzi” ,  il 2 e 3 agosto a Scanno, si è svolta la manifestazione “Appuntamento con la tradizione” che ha inteso cogliere l’interesse di fotografi professionisti e amatoriali che da anni frequentano Scanno, seguendo la suggestione lasciata in eredità da fotografi e illustratori, e ovviamente dei numerosi turisti che soggiornano o arrivano sulla montagna abruzzese in agosto. Quale miglior occasione per conoscere anche i costumi di Villa Badessa, le cui origini balcaniche e orientali suscitano interesse, anche a Scanno – il cui costume femminile avrebbe parimenti misteriose origini orientali ?

Qui di seguito un vasto repertorio di splendidi costumi originali e tradizionali sfilati a Scanno e provenienti oltre che dall’Abruzzo , anche dal Molise e altre regioni limitrofe.  Buona visione a tutti !!

 


 

 

 


 

Concorso Miss Arberesh 2007 – Spezzano Albanese

L’Associazione culturale Villa Badessa ha partecipato al concorso Miss Arberesh 2007 con 2 costumi tradizionali indossati da Lisa Iezzi e Mariangela Luciani.

Qui di seguito sono visibili sia le fasi preliminari di allestimento del palco, delle prove delle indossatrici, sia quelle delle sfilate e della premiazione finale.

Grande riconoscimenti e premi dalle nostre donne !!

 



 

Edward Lear e Villa Badessa, 1843

Descrizione del villaggio Badessa e delle donne in costume tradizionale arberesh, attraverso gli occhi del viaggiatore inglese Edward Lear, nel libro (a pagina 105) dal titolo Escursioni illustrate negli Abruzzi nel 1843.

Lear, Escursioni illustrate negli Abruzzi

 


Maximilian Lambetz, Villa Badessa 1913

 

Max Lambertz in Italy, 1913

On the eve of the First World War, Max Lambertz travelled to southern Italy to study the dialects of Albanian spoken there. This form of the Albanian language, known as Arberesh or Italo-Albanian, is spoken by some 20,000 individuals, mostly in small mountain villages in Calabria and Sicily. It is an archaic form of Albanian that differs substantially from the standard Albanian language spoken in the Balkans. During his trip to southern Italy, Lambertz took a number of pictures which are presented here. We have little information about them. We do know that Lambertz carried out his linguistic research in southern Italy in 1913, and primarily among the most northerly Arberesh communities in Italy, those in Abruzzi and Molise, a mountainous region along the Adriatic, south of Pescara. Among the major Arberesh villages of this region are: Badhesa (Italian: Villa Badessa) in the province of Pescara in Abruzzi, Këmarini (Italian: Campomarino), Munxhifuni (Italian: Montecilfone), Porkanuni (Italian: Portocannone) and Ruri (Italian: Ururi), all in the province of Campobasso in Molise. The original glass slides of these photographs are preserved under the number Pk 4949 in the Photo Archives of the Austrian National Library in Vienna (Bildarchiv der Österreichischen Nationalbibliothek, Wien), to whom we are grateful for permission to reproduce them here.

 

Koleksioni i Fotografive të Maks Lambercit Italia e Jugut 1913-14

Maks Lamberc në Itali, 1913

Pak kohë para Luftës së Parë Botërore udhëtoi Maks Lamberc në Italinë e Jugut për të studiuar të folmet e shqipes të përdorur aty. Ky variant i gjuhë shqipes flitet prej rreth 20 000 personash, kryesisht në fshatrat malore të Kalabrisë dhe të Siqilisë. Gjuha arbëreshe është një variant mjaft i vjetër i gjuhës shqipe dhe ndryshon shumë nga gjuha standarde që flitet në Ballkan. Në udhëtimin e tij, Lamberci bëri disa fotografi të cilat prezantohen këtu. Për ato dihet shumë pak. Ne dimë se Lamberci kreu udhëtimin e tij në Italinë e Jugut në vitin 1913 dhe kryesisht në bashkësitë më veriore të shqiptarëve të Italisë, në Abruci dhe Molize, një rajon malor në jug të Peskarës. Ndër fshatrat kryesore arbëreshe të këtij rajoni janë: Badhesa (italisht: Villa Badessa) në provincën e Peskarës të Abrucëve, Këmarini (italisht: Campomarino), Munxhifuni (italisht: Montecilfone), Porkanuni (italisht: Portocannone) dhe Ruri (italisht: Ururi), të gjithë në provincën e Kampobaso-së në Molize. Diapozitivat e mirëfilltë të fotografive ndodhen me numrin Pk 4949 në Arkivin Pamor të Bibliotekës Kombëtare të Austrisë në Vjenë (Bildarchiv der Österreichischen Nationalbibliothek, Wien), të cilit jemi mirënohës për lejen e riprodhimit këtu.

 

Autore dei testi sopra riportati in lingua inglese e albanese: Robert Elsie

http://www.albanianphotography.net/lambertz

Donne di Villa Badessa in antichi abiti tradizionali arberesh (1935 e 1988)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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